Le costellazioni alimentari: fame o magia?

Photo Credits: Manzana Envenenada

Ciao a tutti, vi racconto in breve una delle esperienze in cucina da cui nasce Ojas, il nutrimento per l’anima.

Questo racconto risale a quando avevo circa sette anni e mi ricordo che una volta in estate, nella casa al mare, mia madre stava facendo i bocconotti e decise di coinvolgermi dall’inizio alla fine nella sua preparazione. Io mi ricordo quasi tutto quello che mi ha insegnato sui frollini, collegato a delle isantanee di quella giornata.

Dopo molto tempo, ero già una menager in carriera e super stressata, che passava molto poco tempo a casa, mi ero ricordata di quegli insegnamenti e quando rincasavo molto tardi la sera, spesso per tirarmi su di morale mi mettevo ad impastare frollini. Era la mia coccola. Il mio modo per prendermi cura di me, dopo una giornata passata a fare quadrature e presentazioni. Era quasi un modo per rievocare la presenza di mia madre accanto a me che mi accarezzava e mi diceva che andrà tutto bene.

Quando erano pronti l’odore che si sprigionava dal forno era così avvolgente che mi addormentavo serena ed il giorno dopo ero pronta a ricominciare. E’ incredibile come l’associazione che il nostro cervello fa di un alimento ad un evento più o meno piacevole della nostra esistenza può farci ricordare quell’evento o quelle emozioni in un momento successivo, quando rientriamo in contatto con quell’alimento. 

Questo può avvenire in positivo ma anche in negativo purtroppo. Infatti non sono rari i casi in cui si scopre che l’intolleranza al glutine, al latte, alla farina, alla soia o al lievito, sopraggiungono in una fase successiva alla nascita, a volte in seguito ad un evento più o meno traumatico della propria infanzia.

Per questo motivo ho iniziato a pensare che il metodo delle Costellazioni, che è una tecnica di indagine dell’incoscio, possa venire in aiuto anche per i disturbi alimentari

Nel caso di Costellazioni in ambito alimentare, all’inizio del consulto, dopo un breve colloquio preliminare con il consultante, si chiarisce la chiave di lettura della Costellazione, ossia se si intende indagare la questione dal punto di vista delle relazioni familiari, da quello degli Archetipi o ancora da quello dei Cinque Elementi, ecc…

Poi si da inizio all’esplorazione del campo, attenendosi al fenomenico, ovvero a quello che si manifesta in quel momento, con le informazioni a disposizione e la chiave che si è deciso di impostare all’inizio. Quello che si manifesta è ciò che il consultante è pronto a vedere in quel momento, senza forzarsi in interpretazioni complicate. Anche solo il vedere può essere sufficiente per fare quel famoso “click” di cui il consultante ha bisogno per evolvere.

Dopo un consulto di Costellazioni, spesso l’emozione prevalente è lo stupore, perché il cibo appare sempre più come un simbolo portatore di energia e come potrebbe essere altrimenti, data la sua assidua presenza nella nostra vita quotidiana?

Occorre dunque lasciare da parte, per qualche istante, la convinzione che il cibo sia fatto solo di molecole chimiche ed allenare il nostro sguardo a vederlo sempre più come veicolo di informazioni, che va ben al di là del nostro consueto campo del visibile. Tanto nell’assaporarlo quanto nell’osservarlo, tanto nella consistenza quanto nella presentazione, avere a che fare col cibo è sempre una metafora della vita.

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